Enorme carro allegorico a forma di balena sfila tra la folla sul lungomare del Carnevale di Viareggio
Il carro allegorico 'Alta marea' di Roberto Vannucci sui viali a mare del Carnevale di Viareggio 2019 — foto: Andrea Mazzi Viareggio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

D'inverno la Versilia sembra addormentata: gli stabilimenti balneari sono chiusi, la spiaggia è deserta e il mare ha i colori grigi e azzurri della stagione fredda. Poi, nelle settimane che precedono la Quaresima, Viareggio si risveglia di colpo. Lungo la passeggiata a mare compaiono sagome enormi, alte quanto i palazzi che si affacciano sul lungomare, che si muovono, ruotano, aprono la bocca e spalancano gli occhi. Sono i carri allegorici del Carnevale di Viareggio, una delle manifestazioni carnevalesche più conosciute d'Italia e d'Europa.

Dalle carrozze fiorite ai giganti di cartapesta

La storia comincia il martedì grasso del 1873, quando un gruppo di giovani della buona società viareggina organizzò una sfilata di carrozze addobbate con fiori lungo la via Regia, nel centro della cittadina. Dalle carrozze si lanciavano coriandoli e dolciumi, e l'idea piacque così tanto da ripetersi negli anni successivi. All'inizio del Novecento, nel 1905, i corsi mascherati si spostarono sulla passeggiata a mare, dove c'era lo spazio necessario per costruzioni sempre più grandi.

Con il tempo i carri sono diventati vere e proprie opere di ingegneria e artigianato. La tecnica che li ha resi celebri è quella della cartapesta, leggera e modellabile, che permette di realizzare figure gigantesche e di animarle con meccanismi complessi. Da sempre i carri hanno anche un'anima satirica: politici, personaggi famosi e temi d'attualità vengono raccontati con ironia, a volte feroce, e ogni anno i costruttori si sfidano per interpretare lo spirito del momento.

Burlamacco e la Cittadella del Carnevale

Il simbolo del Carnevale di Viareggio è Burlamacco, la maschera disegnata nel 1930 dal pittore Uberto Bonetti. Con il suo costume a scacchi bianchi e rossi e il mantello nero, comparve per la prima volta sul manifesto del 1931 accanto a Ondina, la bagnante che rappresentava la stagione estiva. Da allora accompagna ogni edizione ed è diventato il volto della città durante il carnevale.

I carri nascono nella Cittadella del Carnevale, inaugurata nel 2001: un grande complesso con gli hangar dove i maestri della cartapesta lavorano per mesi alle loro costruzioni, laboratori e spazi museali dedicati alla storia della manifestazione. Visitarla permette di capire quanto lavoro stia dietro a pochi pomeriggi di sfilata; aperture, visite guidate e tariffe vanno verificate sul sito ufficiale della Fondazione Carnevale di Viareggio.

I corsi mascherati sui viali a mare

Il cuore del carnevale sono i corsi mascherati, le sfilate che si svolgono in più giornate, per lo più nei fine settimana, e che culminano intorno al martedì grasso. I carri di prima categoria, i più grandi, sfilano insieme a carri più piccoli, mascherate di gruppo e maschere isolate, in un circuito lungo i viali a mare. La musica è alta, i coriandoli volano ovunque e il pubblico si mescola ai gruppi mascherati che ballano davanti ai carri. Alcune sfilate si svolgono di sera, con i carri illuminati e un'atmosfera diversa, e l'ultima si chiude tradizionalmente con la proclamazione dei vincitori e i fuochi d'artificio.

Intorno ai corsi, nei rioni della città si tengono anche feste popolari, con musica e cibo di strada, che allungano la festa e coinvolgono gli abitanti dei vari quartieri.

Consiglio pratico: l'accesso al circuito dei corsi mascherati è a pagamento e nelle giornate di sfilata il traffico verso Viareggio può essere intenso. Controllate in anticipo calendario, biglietti e indicazioni per parcheggi e treni sul sito ufficiale della Fondazione Carnevale di Viareggio, e partite con largo margine sull'orario di inizio.

Una giornata di carnevale partendo da Capannori

Viareggio dista circa 35 km da Capannori, un tragitto che rende semplice organizzare una giornata al carnevale e rientrare la sera. Conviene arrivare presto, fare una passeggiata sul lungomare per vedere i carri schierati prima della partenza e scegliere con calma un punto lungo il percorso. Vestitevi a strati: sul mare, a febbraio, il vento si fa sentire, e una maschera o un cappello colorato aiutano a entrare nello spirito della festa. Chi viaggia con bambini troverà un ambiente festoso e rumoroso, da vivere con qualche attenzione in più nei momenti di maggiore affollamento.

Dopo una giornata di musica e coriandoli, tornare nella campagna lucchese è un buon modo per ritrovare la calma. A Villa Franca si rientra in una casa riscaldata, con la cucina in condivisione a disposizione degli ospiti e la colazione in omaggio del mattino dopo, prima magari di dedicare la giornata successiva a Lucca, che dista circa 6 km.

Date delle sfilate, programma, biglietti e informazioni sulla mobilità di ogni edizione sono pubblicati sul sito ufficiale della Fondazione Carnevale di Viareggio, che resta il riferimento da consultare prima di partire.

Carnevale sul mare, rientro nella quiete lucchese

Villa Franca si trova a Capannori, a circa 35 km da Viareggio e 6 km da Lucca: camere riscaldate, parcheggio gratuito e colazione in omaggio per chi viene a vedere i carri.